Quando scrivevo la preparazione di Gennaio avevo detto che la Ronda Ghibellina sarebbe stato un allenamento per completare un mese di potenziamento, poi il mese e' andato in modo differente da quello avevo programmato ed anche questa gara ha seguito un corso particolare.
Sapevo che i 15 giorni di quasi completo fermo mi avevano messo un po' di ruggine addosso ma sapevo anche che precedentemente avevo lavorato bene e che avevo una gran voglia di correre.
Le premesse per questa gara erano ottime, gli organizzatori si erano prodigati nel dirci che avevano programmato tutto al meglio e quindi ci aspettava una gara dura sia per quanto riguardava il percorso che soprattutto per la meteo, ma con gli unici pensieri di correre e divertirsi.
Alla partenza sono indietro a fare chiacchere e nemmeno mi accorgo dello start, lo capisco solo vedendo il gruppo davanti muoversi, provo a forzare e vedo che le gambe girano bene, cosi ben presto mi avvicino ai primi, quando vedo che rallentano, si fermano e si girano, c'e' qualcosa che non va', ci siamo persi un bivio, si torna indietro e si vede una fettuccia mal posizionata all'interno di un sentiero.
Ci infiliamo in un single track a posizioni invertite, i primi sono ultimi e gli ultimi sono primi e si va a passo lento.
Si entra nel bosco ed aumento il passo, mi sento bene e sfilo diverse persone, il sentiero e' decisamente ripido ma lo sapevo dai dati che avevo scaricato dal sito della gara, arrivo ad un certo punto ed il segnale va a destra ma vedo che alcuni davanti a me vanno verso sinistra, io ed altri li richiamiamo ma vedendo che non girano proseguiamo il nostro percorso, si e' nuovamente a passo lento, si salta un fosso, si continua e dopooltre 500m ci ritroviamo praticamente al punto di prima, gli altri che andavano a sinistra stavao tagliando il percorso e mentre corro sul sentiero vedo che molti li stanno imitando e quando comincio la discsa mi trovo a superare per la terza volta un tipo vestito in maniera appariscente, sono passati solo 4 Km e mi rendo conto che c'e' qualcosa che non va, segnali mal messi e tagli non sono un gran biglietto da visita.
Alla partenza ci davano tempo in miglioramento con fine pioggia alle 9.30 ma il tempo non e' dello stesso avviso, non molla un attimo e quando arrivo al secondo ristoro mi tolgo i guanti bagnati e mi tiro giu' le maniche e riparto mollando il trenino con altre 3 persone che mi aveva accompagnato negli ultimi Km, loro fanno la 27 Km ed io mi incammino solitario verso il punto piu' alto dove trovero' sicuramente neve.
Incomincia un tratto duro in cui il freddo la fa da padrone, soprattutto ai piedi che piu' volte s'immergono in un misto di neve e fango ed alle punte delle dita, il pensiero primario e' quello di stare attento a non scivolare in quella poltiglia, cadere dentro ad una di quelle pozzanghere ghiacciate sarebbe un bel problema, non ho nessuno vicino e dell'organizzazione non c'e' nessuno.
Il trail e' per me un bel gioco, pero' alla Ronda ho scoperto un altro gioco, il cerca il bivio giusto, non bastasse la durezza del percorso una segnaletica decisamente scarsa, sia per numero di segnali, che soprattutto per come sono posizionati in certi bivi, mi fa perdere il tracciato altre 4 volte seppur mi sia ricongiunto prima ad un gruppo e poi ad un altro.
L'aumento dei Km, il tempo perso a vedere dove fossero i segnali, lo stare sempre sull'allerta a vedere di "essere sul sentiero", uniti al nervosismo in rapido aumento, non mi hanno piu' permesso di gustarmi il percorso e solo l'incotro con l'amico Max e la conoscenza di Diamanti mi hanno permesso di vedere in positivo una giornata che mi aspettavo decisamente diversa.
Torno a casa senza sapere realmente le mie condizioni fisiche con un tempo eccessivo inficiato dagli errori, sicuramente un ottimo allenamento con le gambe che hanno recuperato bene nei giorni successivi.